Tortelli con crema di castagne

San Martino castagne e vino.

Oggi. martedì, 11 novembre. San Martino.

Un giorno come un altro e anch’esso, proprio come tanti altri, dedicato ad un santo: San Martino appunto, patrono della città di Belluno.

Belluno.
Cittadina nel cuore delle Dolomiti, della quale non si sente mai parlare se non per qualche evento più o meno tragico o magico, come la colorazione che assumono le montagne al tramonto, una su tutte il Civetta visto dal Belvedere (Colle Santa Lucia) che, a mio parere, incarna la definizione di Sublime.
E’ una città davvero tranquilla, forse troppo per viverci da ragazzo ma con le sue insindacabili belle, peculiarità, i suoi palazzi, alcuni storici ed altri che hanno una loro storia da raccontare.

Due sono le leggende che legano San Martino a Belluno:
1. Felice II, vescovo di Belluno nel VI secoolo, avrebbe introdotto il culto di San Martino dopo che, durante un viaggio a Ravenna, malato agli occhi, si unse con l’olio della lampada che si trovava davanti alla statua del santo. Tornato a nella sua sede, ordinò che venisse costruita una cattedrale  proprio dedicata al santo.
2. un’antica leggenda narra invece che San Martino di Tours, di passaggio per queste valli e dovendo fuggire alla persecuzione del diavolo, si rifugiò sui monti che proteggono Belluno da Nord. Qui legò il suo giumento ad un anello che, si narra, si trova ancora lì da qualche parte: un anello d’oro dal quale prende il nome una montagna, ovvero la S’Ciara (=anello).

Ancora oggi Belluno è molto legata a questo santo e la domenica seguente il giorno di san Martino, le vie e le piazze della città si animano di bancarelle e di persone per la tradizionale fiera.
L’atmosfera che si respira è vivace, il profumo delle caldarroste avvolge la città, la gente esce, si incontra, si saluta, parla, anima il centro nonostante il freddo che si combatte con un tipico panino con il pasti,un vin brulè o una cioccolata calda. E’ un anticipo dell’Avvento e delle famigerate “casette del brulè”, che diventano il punto d’incontro per eccellenza per giovani e meno giovani durante tutto l’inverno.
La Fiera di San Martino fu istituita nel 1378 e durava due o tre giorni dopo l’ 11 novembre: si svolgeva in Campitello (ora Piazza dei Martiri) e dal 1429 si poteva tenere anche in Prato della Fiera o Musile oltre Piave. Nell’800 la giornata della Fiera cadeva tra il 12 ed il 18 novembre e si svolgeva dalle 9 antimeridiane alle 3 pomeridiane.
In passato la festa del santo era giorno di fiera e di rinnovo dei contratti e degli affitti agrari e apriva il nuovo ciclo stagionale, il giro di boa dell’anno rurale per tutta l’Italia settentrionale, per questo la Fiera di San Martino era un’occasione di incontro e scambi per gli agricoltori in previsione dell’inverno. Molte di queste scadenze sono a tutt’oggi ancora osservate.

San Martino. Castagne e vino.

ma per quest’anno: San Martino. Castagne, cioccolato e rhum.

Tortelli di castagne

Tortelli di castagne

Ingredienti:

Pasta frolla, un pò meno frolla:
300 gr farina 00
150 gr burro
100 gr zucchero
1 cucchiaino di lievito
2 uova
buccia grattugiata di un limone

Crema di castagne:
225 gr di castagne
50 gr cioccolato fondente
10 gr. cacao amaro
60 gr zucchero
70 ml latte
q.b. rhum

Procedimento:

La crema richiede un pò più di tempo, è quindi consigliabile preparare prima questa e poi procedere con la pasta frolla.

Per la crema, spellare le castagne e poi lessarle. Quando sono ancora calde, frullarle rendendole una poltiglia lavorabile ed amalgamabile. Aggiungere il cacao e lo zucchero.
Nel frattempo far sciogliere il cioccolato fondente nel latte e poi aggiungerlo al composto.
In ultima aggiungere il rhum, la quantità varierà a seconda del gusto personale.

Per fare la pasta frolla ( un pò meno frolla così da poterla tirare e lavorare facilmente) mettere sulla spianatoia la farina a fontana, aggiungere zucchero, burro a temperatura ambiente, buccia del limone, lievito e lavorare il tutto con le mani ben calde e molto in fretta.
Stendere la pasta con il mattarello, tagliarla con un tagliapasta della forma desiderata, mettere un cucchiaino di crema e chiudere come se fossero tortelli salati.

Infornare a 180° per 10-15 minuti, finchè non sono dorati.

Spolverizzare con zucchero a velo (meglio se vanigliato).

Se per caso dovesse avanzare del ripieno, fate delle palline e passatele nel cocco. Si otterranno degli ottimi tartufini da servire freddi! 🙂

3 risposte a “Tortelli con crema di castagne

  1. Bellissimi questi tortelli. Li voglio provare! Qualche anno fa’ ho provato una ricetta piacentina, ma la presenza della mostarda non ha avuto approvazione. S. Martino nel nostro dialetto vuol dire trasloco, perchè la conclusione dell’anno agrario coincideva con il momento in cui, chi doveva, cambiava podere. Ma italianizzato diciamo “fare S. Martino” per dire cambiar casa.

    • Wow! Ogni paese e regione ha le proprie tradizioni legate al mondo agreste ed è bello vengano mantenute e fatte conoscere anche con l’uso del dialetto, sempre più messo in disparte.
      Le tradizioni, la cucina, la lingua sono le nostre radici! 🙂

  2. Bellissima la foto, molto autunnale. Di San Martino sapevo solo il fatto che taglio’ il suo mantello per darne un pezzo ad un povero che aveva freddo. Si impara sempre qualcosa di nuovo!

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